Un Piccolo Omicidio

Recensione sintetica

Scheda essenziale

  • Titolo: Un piccolo omicidio
  • Autori: Alan Moore, Oscar Zarate
  • Prima edizione: 1991
  • Nuova edizione: Rizzoli Lizard, 2025
  • Genere: Graphic novel

Sinossi
Ambientata negli anni ’80, la storia segue Timothy Hole, pubblicitario di successo incaricato di una prestigiosa campagna in Russia. Lo stress e la pressione lo spingono a tornare nella sua città natale, dove il passato riaffiora attraverso ricordi e incontri che mettono a nudo le sue fragilità. Con i testi di Alan Moore e i disegni intensi di Oscar Zarate, l’opera diventa un viaggio interiore che intreccia memoria, identità e ombre personali, restituendo al lettore un affresco crudo e lucido di un’epoca in transizione.

Connessione con Mentalità Amplificata
Questa graphic novel riflette il Sentiero della Mente Consapevole: la crisi del protagonista è un passaggio obbligato per la trasformazione. La discesa nell’ombra non è un punto d’arrivo, ma un varco verso una nuova consapevolezza. Moore e Zarate mostrano come solo attraversando le verità scomode si possa rinascere con uno sguardo più autentico su sé stessi.


Recensione di Giordano lo gnomo aureo

Il vento soffiava lieve, come se non volesse disturbare le foglie che meditavano sui rami del ciliegio.

Seduto in silenzio accanto al laghetto, il Maestro Oda Tao sorseggiava il suo tè verde. Dall’altra parte del giardino, Giordano — lo Gnomo Aureo — sfogliava un libro a fumetti, gli occhi lucidi, le dita sporche d’inchiostro e di pensieri.

Il Maestro non parlò subito. Conosceva bene il ritmo delle anime in fermento.

Poi, posando lentamente la tazza, domandò:

“Giordano…  …cos’è che hai appena letto e che ancora ti abita?”

Lo gnomo alzò lo sguardo. Aveva la voce impastata di riflessione.

“È una storia, Maestro. Ma non una qualsiasi. È una discesa. Un piccolo omicidio.”

Oda Tao socchiuse gli occhi.

“Allora raccontami. Ma non raccontarmi la trama. Raccontami perché ti ha trasformato.”

Giordano esitò. Poi aprì il suo taccuino — quello rilegato in pelle d’olmo, che profumava di bosco e di ombra. Lo srotolò sulle ginocchia, si aggiustò la corona d’alloro e cominciò a leggere.


Recensione: Un piccolo omicidio

Un piccolo omicidio, scritto da Alan Moore e disegnato da Oscar Zarate, è considerato dallo stesso Moore una delle sue opere migliori. Il fumetto, ambientato negli anni ’80, racconta le vicende di Timothy Hole, un pubblicitario di grande successo a cui viene affidato un importante incarico: commercializzare una nota bevanda in Russia, allora ancora parte dell’Unione Sovietica. Questo lavoro prestigioso genera in lui un forte stress e un’enorme pressione, tanto da spingerlo a tornare nella sua città natale, Sheffield, prima della partenza.

A partire da un incontro molto particolare, Timothy è costretto ad affrontare il proprio passato, che riemerge attraverso flashback durante il soggiorno in Inghilterra.

L’opera restituisce un’immagine iconica degli anni ’80, un’epoca di profondi cambiamenti sociali e politici che hanno stravolto valori e stili di vita in tutto il mondo. Emergono anche le conseguenze negative della fama: Timothy ha lasciato indietro molte parti di sé, che ora riappaiono nella sua vita con una forza amplificata.

Uno dei maggiori punti di forza del fumetto, secondo me, è il contributo di Oscar Zarate. I suoi disegni non solo valorizzano la narrazione di Moore, ma dimostrano anche una sintonia profonda tra i due autori. Zarate riesce spesso a cogliere — e persino anticipare — il pensiero di Moore, arricchendo l’opera di sfumature uniche. Il modo in cui viene svelato il passato di Timothy è avvincente e trascinante: ci si ritrova immersi nella sua psiche e nella sua vita più intima.

Questa graphic novel si inserisce pienamente nei principi della Mentalità Amplificata, perché rappresenta un viaggio interiore, una discesa nell’ombra che non è fine a sé stessa, ma diventa lo specchio attraverso cui leggere la propria identità. La crisi del protagonista è il punto di rottura da cui può nascere consapevolezza: Timothy è costretto a smascherare illusioni, confrontarsi con le proprie scelte e riconoscere le ferite che ha ignorato troppo a lungo. È proprio in questo processo che risuona il principio della crescita attraverso il dubbio, uno dei cuori pulsanti della Mentalità Amplificata. Non c’è trasformazione senza smarrimento, e non c’è evoluzione senza passare per la verità scomoda. Moore e Zarate ci guidano in questo sentiero oscuro, ma necessario, per ritrovare il centro.


Quando ebbe finito, il Maestro rimase in silenzio.

Poi prese un sassolino e lo lanciò nell’acqua.

“È solo quando l’acqua si increspa… …che ci ricorda quanto fosse immobile prima.”

Giordano sorrise, poi grattandosi il mento disse:

Ma secondo te… gliela mando davvero al signor Cima Bue? Sai com'è... magari la ritiene troppo profonda per il sito, o troppo corta, o troppo illustrata, o troppo poco illustrata... oppure troppo gnomica.”

Oda Tao rise piano, con lo sguardo fisso sull’orizzonte.

“Se temessi il giudizio, saresti un critico. Ma tu sei un cercatore. Spedisci. E poi torna a scrivere.”

Lo Gnomo chiuse il taccuino.
Il vento soffiava ancora. Ma adesso, portava con sé qualcosa di nuovo.

Chi sa meravigliarsi, ha già cominciato a capire

Giordano, lo gnomo aureo


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