Una Nuova Camelot – Vol. 1: La Tavola Spezzata
Recensione-narrazione di Giordano, lo gnomo aureo
C’è un posto, nascosto tra le pieghe del mondo di Mentalità Amplificata, dove mi reco ogni volta che ho bisogno di silenzio e stupore. È conosciuta da tempi lontani come la Collina dei Cappelli a Punta. È il rifugio naturale degli gnomi, disseminato di vecchi cappelli lasciati nel tempo dai miei simili come segni di passaggio. Ogni cappello custodisce una storia, proprio come ogni fumetto che porto con me. Qui il vento muove i copricapi come bandiere leggere, e i fili d’erba sussurrano di inchiostri antichi. In questo luogo ogni fumetto respira, e le storie si alzano leggere nell’aria.
La Collina ha un’atmosfera che muta con l’ora del giorno: all’alba i cappelli sembrano corolle di fiori bagnate di rugiada, al tramonto appaiono come piccole torce di stoffa che si accendono di arancio e di rosso. Gli anziani gnomi narrano che ogni cappello conserva il respiro di chi l’ha indossato, e che ascoltandoli con attenzione si possono udire risate lontane, passi di danze, sussurri di avventure ormai dimenticate. È un luogo che invita a leggere non solo con gli occhi, ma con tutta la memoria del cuore.
Quel giorno portavo con me Una Nuova Camelot, il Volume 1 dal titolo La Tavola Spezzata, pubblicato da Edizioni BD. Una scelta naturale: in questo luogo convivono le contraddizioni, e il fumetto prometteva proprio questo, unire mito e fantascienza. Un albero medievale accanto a un drone arrugginito: perfetta scenografia per cavalieri del futuro. Mi misi comodo, appoggiai la schiena contro una radice che sembrava scolpita da un artista invisibile e aprii il volume con la cura con cui si apre un portale.
Michele Monteleone e Fiore Manni ai testi, Marco Del Forno ai disegni, Claudia Giuliani ai colori. Una compagnia d’arte pronta a duellare con il tempo. Le prime tavole si dispiegarono davanti a me, e perfino l’erba si piegò, curiosa di leggere. Il vento sollevava le pagine come se volesse partecipare, e a tratti mi parve che i cappelli sparsi sulla collina inclinassero la punta per sbirciare anch’essi.

Una Nuova Camelot è un incontro curioso: Re Artù con un casco spaziale, Lancillotto con scudi energetici. L’idea funziona perché osa mescolare due mondi distanti, anche se a tratti si avverte che la formula resta ancora introduttiva, come se il meglio debba ancora arrivare nei prossimi volumi.
Un gruppo di adolescenti trova in un luogo inatteso le armature dei Cavalieri della Tavola Rotonda e le indossa per fronteggiare forze ostili venute dallo spazio. Non nostalgie da museo, ma reliquie vive, riattivate con un’energia che incuriosisce.
E mentre leggevo pensavo: Ecco, non saranno politici o generali a salvarci, ma ragazzi pieni di incertezze. Mi venne da ridere tra me e me: a volte gli adulti si credono i registi del mondo, ma quando le cose vanno storte tocca sempre ai più giovani rimettere insieme i cocci. In questo caso, con armature scintillanti e alieni da combattere.
Le tavole di Marco Del Forno raccontano con dinamismo e chiarezza. I colori di Claudia Giuliani non sono solo estetica, ma atmosfera. E i testi di Monteleone e Manni scelgono un tono diretto, senza appesantire. Si sente che è un primo volume di costruzione: apre porte più che chiuderle, suggerisce sviluppi più che svelare colpi di scena. Questo non è un limite, ma la promessa di un viaggio.
Ero quasi alla fine quando sentii un passo distinto. Dalla collina emerse Cima Bue, il Professore. Il suo portamento solenne mi impose subito rispetto: abbassai il fumetto e mi alzai appena. Il sole calante disegnava un’aura dietro di lui, e per un attimo sembrò uno dei saggi usciti dalle stesse tavole che stringevo tra le mani.
«Professore,»
dissi con rispetto.
«lo stavo aspettando… o forse era Lei che stava aspettando mel»
Lui sorrise, con quella calma che sembra sempre sapere più di quanto dica.
«Ti ho cercato, Giordano. È tempo di riunioni. Ma vedo che sei immerso in un altro tipo di lezione»
Abbassai lo sguardo, imbarazzato.
«Mi perdoni, Professore. Non potevo interrompere questa lettura. Con il Suo permesso, vorrei raccontarLe cosa sto scoprendo.»
«Parla pure,»
rispose, sedendosi accanto a me.
«ogni buona lettura merita di essere condivisa»
La sua voce, profonda e calma, si mescolava con i sussurri del vento sulla Collina, e i cappelli a punta ondeggiavano come se stessero annuendo. Io però non potei fare a meno di notare, con un sorriso rispettoso ma divertito, che il Professore indossava ancora la sua immancabile tuta da ginnastica. Nel mio immaginario il suo guardaroba deve contenere mille cappellini, tutti rigorosamente con una grande C impressa, come se fosse la sua iniziale preferita o un sigillo segreto di riconoscimento. Accanto a quei cappellini, immagino una collezione infinita di tute da ginnastica, piegate con precisione militare, perché il Professore sembra non vestirsi mai diversamente. E mi venne da sorridere pensando che, se un giorno si presentasse in giacca e cravatta, probabilmente il mondo intero smetterebbe di girare per lo stupore. Pensai infine: Chissà se anche le sue armature segrete hanno la C cucita sul petto, come un marchio di fabbrica che neanche il tempo riuscirà mai a scucire.
«Professore,»
iniziai con voce un po’ esitante,
«immagini la Terra sotto attacco. Forze ostili venute dallo spazio seminano distruzione. Eppure, in mezzo al caos, un gruppo di ragazzi trova in un luogo inatteso le armature dei Cavalieri della Tavola Rotonda, addormentate da secoli. È come se la leggenda avesse atteso proprio questo momento.»
Cima Bue annuì lentamente.
«Il mito che ritorna quando la realtà vacilla. Le storie sopravvivono ai regni. Ma dimmi, Giordano, non rischia di essere soltanto un gioco nostalgico?»
Abbassai la voce, quasi a volerlo rassicurare.
«No, Professore. È questo che mi incuriosisce: la leggerezza con cui il mito e la fantascienza si intrecciano. Non sempre sorprende, ma getta basi solide. È come se Lancillotto avesse finalmente deciso di guardare un film di fantascienza e dire: sì, posso entrarci anch’io.»
Il Professore sorrise, e mi sentii incoraggiato.
«E i protagonisti?»
«Adolescenti, Professore. Non cavalieri temprati, ma ragazzi che inciampano nelle proprie paure e, proprio da lì, ricavano la forza per rialzarsi. È un messaggio chiaro: la speranza viene da chi deve ancora imparare. A volte i loro dialoghi sembrano acerbi, ma questa sincerità li rende autentici.»
«Un pensiero saggio,»
commentò Cima Bue.
«Il futuro appartiene alla vulnerabilità che diventa forza.»
Ma dimmi, Giordano: ti è piaciuto davvero così tanto, o ci sono punti oscuri che hai notato?»
Rimasi un attimo in silenzio, poi risposi con tono più ponderato:
«Professore, nonostante tutto l’entusiasmo, ho percepito che la trama a volte preferisce restare in superficie, come acqua che riflette il sole ma non sempre mostra la profondità del fondale. I riferimenti al mito arturiano e all’immaginario moderno sono intelligenti e divertenti, ma alcune emozioni o conflitti interni dei personaggi restano solo accennati. Spero che nei prossimi volumi queste ombre trovino spazio per trasformarsi in profondità autentiche.»
Mi inchinai leggermente con il capo, cercando di alleggerire l’atmosfera dopo quella riflessione.
«Nonostante queste leggere ombre, le tavole alternano azione esplosiva e silenzi sospesi con un equilibrio che trascina il lettore. Non si è spettatori: si è dentro la storia. E a volte dentro ci si sente anche un po’ spettinati, come dopo una corsa improvvisa sotto la pioggia.»
Poi sorrisi e aggiunsi:
«E alla fine del fumetto, Professore, ci sono persino degli appunti segreti: gli autori ci permettono di sbirciare dietro le quinte e mostrano il lavoro artigianale con cui hanno costruito i personaggi. È come aprire il baule degli attrezzi di un mago e scoprire che dietro ogni incantesimo c’è una mano che disegna, prova e riprova finché la meraviglia non prende forma.»
Cima Bue prese il volume con rispetto, sfogliandolo.
«Il mito del Sacro Graal che incontra le navicelle spaziali È un ponte, come la nostra stessa ricerca in Mentalità Amplificata: unire mondi lontani.»
Sentii le sue parole come una benedizione, e risposi con gratitudine:
«Ogni vignetta mi ha ricordato che il mito non muore. Cambia veste, Professore. Si traveste per continuare a parlarci.»
Lasciai affiorare un piccolo sorriso, quasi senza accorgermene.
«Posso dirLe una cosa, Professore? Mi diverte che la Terra sia salvata da ragazzi che, fino al giorno prima, probabilmente litigavano per chi dovesse sparecchiare. Forse è proprio così che funzionano le rivoluzioni. Le grandi imprese iniziano spesso con piccoli litigi da cucina.»
Cima Bue rise.
«Forse sì. I Cavalieri della Tavola Rotonda erano giovani ribelli prima di diventare leggende.»
«Esatto, Professore! E qui ritroviamo quello spirito. Tornei a cavallo trasformati in battaglie cosmiche. E l’opera, con una potente metafora di frattura e ricomposizione, ci ricorda quanto il nostro mondo sia fragile e diviso, e quanto servano nuovi cavalieri per provare a unirlo di nuovo. A volte penso che servirebbe anche a noi una Tavola Rotonda in cucina, così almeno la guerra per l’ultimo biscotto avrebbe regole chiare»
Il Professore annuì, lo sguardo assorto.
«E allora questo fumetto parla di noi. Delle nostre crepe. Del nostro tempo.»
Abbassai lo sguardo, quasi in segno di ringraziamento.
«Sì, Professore. Lo fa con semplicità, senza sermoni: con armature, azione e un pizzico di ironia. E questo la rende sincera.»
Il Professore sorrise e aggiunse:
«Allora portalo con te alla prossima riunione, Giordano. Lo proporremo al resto del team: sarà interessante discuterne insieme.»
Non riuscii a trattenere l’entusiasmo.
«Con piacere, Professore! Non vedo l’ora di farlo leggere anche al Maestro Samurai Oda Tao e sapere cosa ne pensa. Sono certo che la sua spada saprà tagliare le pagine con la precisione di un giudizio illuminante.»
Il Professore sorrise con un lampo ironico negli occhi.
«Giordano, conosci bene il Maestro Oda Tao… difficilmente si mette a leggere fumetti. Lui è capace di meditare mezz’ora anche su una singola foglia che cade. Ma se mai dovesse aprirne uno, ci troverebbe più filosofia di quanta noi comuni mortali potremmo scorgere in una biblioteca intera.»
Il sole calava, tingendo di rosso la Collina dei Cappelli a Punta. Chiusi il volume con un gesto rispettoso. Cima Bue si alzò, elegante. I cappelli ondeggiavano lievi, quasi salutandoci.
«Andiamo, Giordano. È tempo di nuovi sentieri.»
Mi inchinai leggermente.
«Subito, Professore. Ma, se permette, un giorno dovremmo discutere i nostri progetti proprio qui. Perché qui le storie non si leggono soltanto. Si abitano.»
Mentre lo seguivo, mi voltai un’ultima volta. Le tavole sospese svanirono nel silenzio, e la Collina tornò a custodire i suoi segreti. Pensai che, forse, anche noi siamo chiamati a diventare cavalieri di una nuova Camelot: non per brandire spade, ma per tenere insieme ciò che si spezza, per riconoscere il valore della fragilità, per trasformare i cappelli a punta in vessilli di meraviglia.
“Chi sa meravigliarsi, ha già cominciato a capire.”
Giordano lo gnomo aureo

Dati editoriali
- Titolo: Una Nuova Camelot – Vol. 1: La Tavola Spezzata
- Autori: Michele Monteleone, Fiore Manni
- Disegni: Marco Del Forno
- Colori: Claudia Giuliani
- Editore: Edizioni BD (collana BD Next)
- Anno di uscita: 2024
- Pagine: 136, a colori
Gli autori
Michele Monteleone – Sceneggiatore di fumetti e scrittore romano, classe 1987. Ha firmato per Edizioni BD La palude e per Emons i romanzi Nel buio della casa e Il fiume del tempo. Ha collaborato con Sergio Bonelli Editore scrivendo storie per Dylan Dog, Orfani e 4Hoods. Con BAO Publishing ha pubblicato Senzombra e per Star Comics ha realizzato la serie per ragazzi MASK’D, insieme a Fiore Manni. Ha inoltre scritto per l’Editoriale Cosmo (Battaglia, John Hays, Caput Mundi) e per l’Editoriale Aurea (John Doe, Long Wei).
Fiore Manni – Nata a Roma nel 1988, è autrice di romanzi per ragazzi e sceneggiatrice. Con Rizzoli ha pubblicato Jack Bennet e la chiave di tutte le cose (2018), Jack Bennet e il viaggiatore dai mille volti (2019), Come le cicale (2021), Amore, sesso e altre cose così (2022) e Il re delle volpi (2023). È coautrice della graphic novel MASK’D (Star Comics, 2022). Con Sperling & Kupfer ha pubblicato Nel buio della casa (2021) e con Emons Il fiume del tempo (2022).
Marco Del Forno – Illustratore e disegnatore di fumetti nato a Milano nel 1999. Dopo aver frequentato la Scuola Internazionale di Comics di Torino, ha partecipato a progetti Kickstarter come la Breakneck Fantasy Anthology di Gerald Von Kahr e Words Away di Damien Becton. Una Nuova Camelot rappresenta la sua prima pubblicazione seriale di ampio respiro.
Claudia Giuliani – Classe 1990, ha lavorato come disegnatrice per Round Robin Editrice (Il Buio – La lunga notte di Stefano Cucchi) e con Nickelodeon e Abrams per il progetto Jojo’s Sweet Adventure, di cui ha curato anche il character design. Come colorista ha collaborato con Edizioni BD (Alaloth – La tempesta), Sergio Bonelli Editore (La divina congrega), Star Comics (MASK’D) e Dynamite Comics (James Bond 007 – For King and Country), oltre a numerosi altri progetti.
Nota di trasparenza
Questa recensione nasce dalla lettura di una copia omaggio inviata da Edizioni BD. Non si tratta di una collaborazione commerciale: il volume ci è stato donato come strumento di riflessione, e le opinioni espresse restano libere, indipendenti e frutto della nostra esperienza di lettura. Per Mentalità Amplificata ogni libro non è un prodotto da recensire, ma un varco da attraversare insieme: per questo ringraziamo Edizioni BD per la fiducia e per l’opportunità di condividere con la nostra community le pagine di Una Nuova Camelot – Vol. 1: La Tavola Spezzata, un’opera che reinterpreta il mito arturiano e lo proietta in scenari futuristici, parlando al presente e al futuro con la forza delle sue metafore.
Puoi trovare questo libro nelle librerie e negli store online. Se vuoi sostenere il cammino di Mentalità Amplificata, puoi farlo acquistandolo tramite il link affiliato Amazon. Non cambia nulla per te, ma ogni piccolo gesto aiuta a mantenere vivo questo spazio di condivisione e consapevolezza. Le recensioni pubblicate su questo sito restano indipendenti, sincere e non influenzate da rapporti economici o editoriali.