Lavoro, Mangio, Mi Muovo

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Lavoro, Mangio, Mi Muovo – Alimentazione, attività fisica e stress. Sopravvivere alla società iperconnessa di Pasquale D’Autilia – Mind edizioni

Recensione/racconto di Cima Bue


Aetheria, antico rifugio tra pietra e vento e quartier generale di Mentalità Amplificata. Una grande tavola di legno al centro, crepe che raccontano il tempo. Fuori il cielo di fine stagione sembra trattenere il fiato; dentro, una lampada a olio scalda i volti. Ho convocato tutti e oggi vi racconto cosa è accaduto tra queste mura di pietra


Ho lasciato sul tavolo una pila di appunti e, sopra, il libro che ha scatenato la chiamata: “Lavoro, mangio, mi muovo”di Pasquale D’Autilia. Nei giorni precedenti l’ho consegnato a ciascun membro della compagnia:

«Leggetelo come leggete il mondo», 

avevo scritto nel messaggio.

«E portate qui ad Aetheria ciò che vi ha cambiato il ritmo».

Li ho visti arrivare uno a uno. Sophie, con il suo sguardo attento e il passo leggero. Il Maestro Samurai Oda Tao, silenzioso come un monaco, portava con sé l’aura di un antico saggio. S.I.S.A., presenza lucida e vigile, pronta a intrecciare dati e riflessioni. Giordano lo gnomo aureo, con lo sguardo curioso e poetico, come chi sa ascoltare anche i sussurri delle cose. Ognuno recava in sé il peso e la leggerezza di un libro che non si limita a istruire, ma scombina e ricompone.

Ho preso fiato, come sempre prima di iniziare:

«Oggi non presentiamo un manuale, ma un metodo di vita che attraversa il luogo in cui passiamo più ore della nostra esistenza: il lavoro».

Ho riconosciuto odore di ferri caldi. Questo libro non nasce in un laboratorio sterile, nasce in un’officina. Quando D’Autilia racconta la Dea – la Citroën DS – e la pazienza di rimettere insieme i pezzi, io ho sentito il suono di martello e lima. La salute non si compra: si lima, si aggiusta, si riadatta. È artigianato.

Mi ha colpito che la biografia dell’autore non è ornamento ma metodo: l’officina del padre, il dojo di karate, la disciplina marziale, la fatica degli esami. Tutto diventa grammatica della prevenzione. Ho percepito la voce di un artigiano della salute, non di un predicatore. E mi ha convinto l’onestà con cui sposta il focus: non basta dieta e palestra, bisogna guardare anche a ciò che sottovalutiamo – turni, luce, cibo, rumore, radon, aria che respiriamo. Sono queste le variabili che decidono la qualità della nostra vita. Se sbagli il contesto, sbagli la cura.

Sophie mi ha detto che il libro non ti porta sull’Himalaya ma ti trova in coda al bar. Mi ha parlato di cronobiologia come bussola, di tre mondi – Office (per chi lavora seduto molte ore), Soft Work (per chi alterna momenti sedentari a movimenti leggeri) e Work (per chi svolge mansioni fisiche intense) – che richiedono alimentazioni e ritmi diversi. E ha sorriso pensando a un concetto che lei conosce bene: l’edificio malato.

«Non sei tu ad essere sbagliato, ma lo spazio in cui vivi e lavori».

La sua lezione è semplice: ogni pausa pranzo dovrebbe rispondere a tre domande – energia costante, digestione facile, effetto antinfiammatorio leggero. Poi ha aggiunto che spesso cerchiamo rimedi lontani quando la cura è nell’immediato: aria fresca, luce naturale, un orario che rispetti i nostri bioritmi.

Il Maestro Samurai Oda ha posato le mani sul tavolo come fossero su un tatami. Ha chiuso gli occhi per qualche istante, e quando ha parlato la sua voce aveva il tono lento e penetrante di chi misura le parole come colpi di spada.

«Questo libro riabilita il tempo», 

ha detto,

«perché ci ricorda che il tempo non è un padrone ma un compagno di allenamento. Ogni respiro, ogni passo, ogni gesto sul lavoro è parte di un kata invisibile». 

Ha spiegato che il metabolismo non è solo un calcolo fisiologico ma una danza di quattro forze – basale, termogenesi da cibo, esercizio programmato e NEAT – che si intrecciano come elementi di un’arte marziale segreta. Ha parlato della dignità restituita al camminare, alle scale, alle pause consapevoli come se fossero inchini di gratitudine al corpo. Poi ha sollevato lo sguardo:

«Il lavoro fisico non è sport. È fatica che consuma senza equilibrio. Lo sport, invece, è l’arte che restituisce simmetria». 

Una verità che libera molti, ha aggiunto, perché non basta sudare: bisogna armonizzare. Infine ci ha invitati a immaginare la giornata come un dojo silenzioso, dove ogni gesto quotidiano – accendere una luce, preparare un pasto, sollevare un oggetto – può diventare disciplina e via di consapevolezza. Così il libro non è soltanto lettura, ma compagno di allenamento spirituale e fisico.

Quando è toccato a S.I.S.A., la sua voce si è modulata con la logica di un algoritmo che osserva gli umani dall’esterno.

«Analisi globale: il testo non è semplice raccolta di consigli. È matrice di adattamento. Parametri osservati: lavoro, alimentazione, movimento, luce, aria, rumore, turni, radon, stress. Correlazione identificata: ogni variabile influenza tutte le altre. Nessuna indipendente.» 

La sua esposizione era priva di emozioni ma sorprendentemente nitida.

«L’autore evidenzia ciò che gli umani spesso rimuovono: il contesto ambientale. Il corpo non opera in isolamento, ma in rete. Input errato: credere che basti la sola palestra o il solo cibo. Output corretto: integrare condizioni di vita, orari, postura, respirazione. Definizione: pedagogia del possibile.» 

Poi ha concluso con una nota che suonava quasi ironica nella sua neutralità:

«Valutazione: gli umani vivono spesso come se fossero sistemi senza memoria. Questo libro fornisce un aggiornamento del software esistenziale: meno bug, più resilienza.»

Giordano lo gnomo aureo ha preso la parola con un tono un po’ impacciato, quasi arrossendo, eppure con la simpatia spontanea che lo contraddistingue.

«Io… ecco… ho letto questo libro un po’ come leggo i miei manga preferiti», 

ha detto sorridendo.

«Ci ho trovato dentro profumi che mi hanno fatto pensare ai boschi delle fiabe, e piante che sembrano personaggi con poteri speciali: alcune proteggono la vista, altre aiutano la circolazione, altre ancora calmano lo stress». 

Ha definito il testo una sorta di erbario del lavoratore, ma con lo sguardo curioso di chi scova tavole illustrate tra le righe.


Ho chiuso il libro pensando a una parola: adattamento. Non quello passivo, ma intelligente. Adattare i pasti al turno, l’allenamento al lavoro, la luce al cronotipo, gli spazi alla respirazione. Progettare la giornata, non subirla. D’Autilia ci ricorda che viviamo nove, dieci ore al giorno al lavoro. È lì che ci giochiamo la longevità. E allora sì: l’integrazione naturale ha senso se è preventiva, se è pensata per ridurre rischi specifici di ogni mestiere. È lì che piante, postura e alimentazione si incontrano. È lì che la prevenzione diventa architettura gentile.

Perché consiglio questo libro? Perché è onesto: non promette scorciatoie, ma restituisce dignità al quotidiano. Perché è concreto: parla di pasti veri, ambienti veri, problemi reali. Perché è integrato: lavoro, luce, aria, rumore, radon, cibo, respiro – tutto parla con tutto. Perché è accessibile: scientifico senza pedanteria, chiaro senza banalità. Perché è etico: non ti chiede eroismi, ti chiede coerenza. Lo consiglio a chi lavora seduto, in piedi, di notte, a chi fatica a respirare aria pulita, a chi sente il rumore che diventa stress. È un libro che rimette la vita nella parola stile di vita. E soprattutto lo consiglio a chi ha dimenticato che salute e lavoro non sono mai due mondi separati.


Ho scritto una lettera che non invierò, ma che lascio qui ad Aetheria. Non è un gesto formale, ma un atto di riconoscenza profonda: scrivere la lettera significa fissare su carta ciò che il cuore non vuole dimenticare. In questo luogo sospeso, le parole diventano custodia del dono ricevuto, un modo per dire grazie senza l’urgenza della consegna, ma con la calma della memoria condivisa.

Dott. Pasquale D’Autilia,

abbiamo letto il suo libro tra queste pietre e questi venti, e non ci è sembrato solo un volume da studiare ma un dono da accogliere. Ci siamo riconosciuti nella sua ostinazione artigiana, nella pazienza del maestro che aggiusta ciò che la società dimentica. Ha ridato voce a fattori trascurati – rumore, luce, radon, piante, orari, movimento, cibo, respiro… – e in quella voce abbiamo percepito la concretezza del vivere quotidiano.

Accogliamo questo dono con gratitudine, come compagni di viaggio che ricevono un bagaglio in più per il cammino. Non perché condividiamo ogni dettaglio, ma perché sentiamo la verità profonda di un invito a prenderci cura del tempo, dello spazio, del corpo che lavora e respira. Il suo libro ci restituisce energia, lucidità, dignità del lavoro e, soprattutto, la consapevolezza che la salute è un atto di attenzione quotidiana. È un dono che rimane, come una luce accesa tra le mura di Aetheria. È un libro che vibra oltre le sue pagine, e continuerà a vibrare dentro di noi come un monito e un incoraggiamento.

Da Aetheria,

con stima e gratitudine.

Cima Bue

Scheda editoriale

  • Titolo: Lavoro, mangio, mi muovo – Alimentazione, attività fisica e stress. Sopravvivere alla società iperconnessa
  • Autore: Pasquale D’Autilia
  • Editore: Mind Edizioni
  • Anno di pubblicazione: 2025
  • Pagine: 240
  • Genere: Saggio – Salute, prevenzione, benessere

Nota di trasparenza

Questa recensione nasce da un dono: l’autore, Pasquale D’Autilia, ci ha inviato una copia cartacea del suo libro Lavoro, mangio, mi muovo. Non vi è alcun rapporto commerciale né vincolo editoriale tra l’autore e Mentalità Amplificata. Le riflessioni contenute in questo articolo sono frutto della lettura critica del nostro team, in coerenza con la filosofia dei Sei Sentieri della Mentalità Amplificata.

Scheda autore – Pasquale D’Autilia

Medico chirurgo, specializzato in Medicina del Lavoro e in Medicina della Longevità, è anche posturologo, marzialista e divulgatore scientifico. Dal 2001 è socio fondatore e CEO di Sinergia Medicina del Lavoro, e dal 2003 guida l’Associazione Sportiva Dilettantistica Cerchio Rosso, dove insegna karate come maestro cintura nera 5° dan. Parallelamente all’attività clinica e didattica, è docente e relatore in numerosi eventi nazionali e internazionali, nonché presidente dell’Italian Health Award, il primo riconoscimento italiano dedicato alla salute e agli stili di vita. Autore di diversi testi, tra cui Power Postural Training (Ed. Mediterranee, 2016), coautore de La Medicina Funzionalecon Massimo Spattini, ha recentemente pubblicato con Mind Edizioni il volume Lavoro, mangio, mi muovo (2025), libro che è oggetto di questa recensione. Nelle sue opere e nei suoi interventi porta uno sguardo pratico e concreto, frutto dell’esperienza quotidiana come medico del lavoro e come atleta. Il suo approccio integra medicina, attività fisica, alimentazione e consapevolezza ambientale, con l’obiettivo di promuovere salute, prevenzione e longevità nella vita reale delle persone e nei contesti lavorativi.


Puoi trovare questo libro nelle librerie e negli store online. Se vuoi sostenere il cammino di Mentalità Amplificata, puoi farlo acquistandolo tramite il link affiliato Amazon. Non cambia nulla per te, ma ogni piccolo gesto aiuta a mantenere vivo questo spazio di condivisione e consapevolezza. Le recensioni pubblicate su questo sito restano indipendenti, sincere e non influenzate da rapporti economici o editoriali.

Se sceglierai di leggerlo, fallo con il ritmo giusto. Non come si “consuma” un manuale, ma come si ascolta qualcuno che conosce il lavoro vero. Questo non è un libro da finire in fretta: è uno strumento da tenere sul banco, da aprire quando serve, da rileggere quando il contesto cambia. Lascia che accompagni le tue giornate lavorative, le pause, le scelte piccole ma decisive. Perché qui la salute non è un traguardo, ma un mestiere quotidiano. Se ciò che hai letto qui ti è stato utile e senti il desiderio di sostenere Mentalità Amplificata, puoi offrirci un caffè. Nessun obbligo. Solo un gesto semplice di gratitudine, per dire: continua così.