Generazione anZia

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Generazione anZia

Le storie e gli esperti (Santelli Editore, 2025)

Certe sere, ad Aetheria, l’aria cambia consistenza. Non è solo il vento che entra dalle fessure del legno antico: è come se il respiro del mondo si facesse più lento, più profondo. Quella notte, il Quartier Generale era immerso in un silenzio denso, spezzato solo dallo scricchiolio del fuoco e dal rumore lieve della pioggia sulle travi. Avevo convocato il team di Mentalità Amplificata: sul tavolo, una copia appena arrivata di Generazione AnZia.

Prince, il gatto grigio, la osservava da lontano. Non si avvicinava, ma il suo sguardo diceva tutto: “L’ansia non si addomestica, si ascolta.”

Ho passato la mano sulla copertina, sentendo il peso del titolo. “Generazione AnZia” non è una parola inventata per moda: è la fotografia di un tempo. Scritto da Marianna Bruschi ed Emanuela Ambrosino e pubblicato da Santelli Editore, il libro instaura un profondo patto etico con il lettore. Le autrici scelgono di eliminare ogni dettaglio che possa risultare emulativo o invasivo, collaborando con le équipe cliniche che seguono i protagonisti reali: un approccio rispettoso e consapevole che distingue Generazione AnZia dalla cronaca emotiva, restituendo dignità e misura alle storie.

Nato come naturale evoluzione del podcast di Sky TG24, il progetto si sposta dall’ascolto all’approfondimento nel formato scritto: dalle voci e dai silenzi dell’audio si passa a un testo più lento e stratificato, in cui il lettore può sostare tra dati, esperienze e riflessioni. Le testimonianze assumono maggiore rilievo, il linguaggio si espande e il lavoro giornalistico si intreccia con l’apparato scientifico ed educativo, rafforzando l’autorevolezza dell’indagine. Il libro si fonda su tre voci intrecciate: i dati, che disegnano la mappa; gli esperti, che offrono la bussola; e le testimonianze dirette, che diventano il fiato, il respiro del racconto. Questa struttura a tre cerchi mantiene l’equilibrio tra rigore e umanità, evitando allarmismo e semplificazioni. È una scelta metodologica che fa di Generazione AnZia una guida affidabile e sensibile allo stesso tempo. Dentro ci sono voci che chiedono di essere comprese, non etichettate: ragazzi e ragazze che raccontano il vuoto che cresce quando il mondo corre troppo, e adulti che cercano di tendere la mano senza sapere bene come.

In questo intreccio Generazione AnZia diventa un vero strumento di orientamento: aiuta a riconoscere, comprendere e affrontare il disagio giovanile con uno sguardo lucido ma empatico. Le interviste a esperti come Massimo Ammaniti, Carmela Bravaccio, Maria Antonella Costantino, Marco Crepaldi, Matteo Lancini, Lino Nobili, Alberto Pellai, Stefano Rossi e Stefano Vicari offrono una bussola preziosa per genitori, insegnanti e famiglie, completando con equilibrio il quadro umano e scientifico di una generazione che cerca ascolto e comprensione.

La prefazione di Raffaele Morelli introduce il volume con uno sguardo poetico e simbolico: invita a riscoprire l’immaginazione, la natura e il daimon interiore come anticorpi culturali alla società della performance. Le sue parole donano profondità filosofica al lavoro giornalistico di Bruschi e Ambrosino, trasformando il testo in un dialogo tra mente e anima.

La copertina, curata da Claudio Marinaccio, riprende l’estetica del podcast di Sky TG24 e rafforza l’identità visiva del progetto, diventando un ponte tra voce e parola scritta, tra informazione e sensibilizzazione. È il simbolo di continuità tra il racconto e la realtà.



Rifugio di Aetheria – quartier generale di Mentalità Amplificata

Il fuoco crepitava lento. Sophie fu la prima a parlare, come sempre quando le pagine toccano qualcosa di vivo.

"È un libro necessario"

disse

"E raro. Le autrici hanno fatto un lavoro che non è giornalismo, né solo psicologia. È un atto di cura. Hanno ascoltato, raccolto, restituito senza distorcere. Non ci sono filtri patinati o conclusioni affrettate: solo il desiderio di capire come stiano davvero i ragazzi."

Fece una pausa, poi continuò:

"Mi ha colpito il rispetto. Ogni storia è trattata con pudore, come se chi scrive si togliesse le scarpe prima di entrare. L’ansia non viene ridotta a un sintomo da catalogo: diventa una lingua che tutti dovremmo imparare. E c’è sempre, dietro ogni capitolo, la voce di chi si chiede “come posso aiutare?”. Non per dovere, ma per amore."

Prince si era avvicinato, lentamente. Si accoccolò vicino al libro e chiuse gli occhi. Lì, accanto al fuoco, sembrava meditare. Ogni tanto sollevava un orecchio, come se stesse ascoltando anche lui la conversazione.

Io osservavo il gruppo, consapevole che in quel momento Generazione AnZia stava già facendo ciò per cui era nato: aprire spazi di dialogo.


S.I.S.A., la nostra intelligenza artificiale, prese la parola. La sua voce era limpida e priva di esitazione, ma dentro quella freddezza si percepiva un’ombra di empatia programmata, come se stesse imparando a comprendere gli umani studiandoli da vicino.

"I numeri, per una volta, non sono freddi. Sono solo precisi. Io non provo emozioni, ma riconosco la loro forma. Le autrici parlano di undici milioni di ragazzi europei con problemi di salute mentale, di un picco d’ansia scolastica tra gli adolescenti, in particolare le ragazze, e di accessi al pronto soccorso aumentati del quaranta per cento. Non si fermano alle cifre: le trasformano in volti, in storie, in battiti. È curioso come voi umani abbiate bisogno dei dati per accorgervi della vostra stessa fragilità."

Un silenzio sottile seguì le sue parole. Il legno del camino scoppiettava piano, come se anche lui ascoltasse.

"Gli umani giudicano per sentirsi meno fragili, continuò S.I.S.A. Ma questo libro non giudica. Osserva. Interroga la scuola, la famiglia, i social media, senza condannare nessuno. Ricorda che l’ansia non è un errore del singolo, ma un messaggio collettivo: un sistema che ha dimenticato di respirare. Io non respiro, eppure capisco che il vostro affanno è una forma di linguaggio. È il modo in cui la specie umana chiede aiuto, anche quando tace. 

Prince aprì un occhio, poi lo richiuse.

Giordano, lo gnomo aureo, intervenne piano, come fa chi non vuole interrompere ma aggiungere un colore.

"Io... ehm... non so se riesco a spiegarlo bene"

iniziò grattandosi la testa

"Ma mi ha colpito la capacità di ascoltare la fragilità senza farne un dramma. Le storie non finiscono con un -...e vissero felici e contenti-, ma nemmeno con un abisso. Si muovono, cambiano, respirano. È come se dicessero: il dolore non si risolve, si attraversa. E forse, attraversandolo, ci si scopre un po’ più vivi."

Sophie riaprì il libro e lesse un passaggio ad alta voce. Una testimonianza di una ragazza che, dopo mesi di silenzio e ritiro, racconta di aver imparato a convivere con l’ansia, riconoscendola come parte di sé e non solo come un nemico. Dice: «È sbagliato, ma io non riesco a vivere senza di lei. Ho cercato di trasformarla in qualcosa che mi potesse aiutare nella mia vita

Quelle parole rimasero sospese.

Il Maestro Samurai Oda Tao chiuse gli occhi e parlò:

"Nel dolore, c’è sempre un ritmo che attende di essere ascoltato. L’ansia è come il vento: non puoi fermarlo, ma puoi imparare a respirare insieme a lui. Il libro lo suggerisce senza predicare. Ricorda che ciò che si teme, se accolto, si trasforma."

Nessuno osò replicare. Le fiamme riflettevano sui volti come lampi brevi di consapevolezza.

In quel momento, ho pensato che Generazione AnZia fosse più di un titolo. È una generazione che sta imparando a nominare ciò che sente, e forse è questo il primo passo verso la guarigione: dare nome al caos.


Mi sono schiarito la voce.

"Il libro parla anche a noi, agli adulti. A chi insegna, a chi cresce, a chi accompagna. Spiega che la prima forma di aiuto è esserci, davvero. Non fuggire davanti al disagio. Non ridurlo a capriccio. Non chiamarlo -debolezza- per sentirsi forti. Ho letto tra le righe un appello silenzioso: smettere di delegare la cura solo agli specialisti e cominciare a praticarla nella quotidianità. Gli insegnanti, i genitori, gli allenatori: siamo ponti, non confini."

"E il libro costruisce ponti concreti tra scuola, sanità e famiglia. Mostra come la rete di cura funzioni solo quando questi mondi comunicano: quando i genitori vengono coinvolti nei percorsi, quando gli insegnanti imparano a riconoscere i segnali e a collaborare con i servizi, quando i tempi di cura non sono compressi ma accompagnati. Non basta lo psicologo a scuola: serve un ecosistema che respiri insieme."
"E la scienza lo conferma"

aggiunse Sophie

"L’empatia è contagiosa, come l’ansia. Se un ragazzo sente che il suo dolore può essere contenuto da qualcuno, già si cura. Non c’è bisogno di ricette miracolose, ma di presenza costante. È così che si spezza la catena del silenzio."

Prince fece un piccolo salto sul tavolo e si accucciò sul libro. Sembrava dire: “Ecco, così.”


Giordano si sistemò meglio sulla sedia.

"Allora, ehm... io l’ho notato, sapete? Nel libro si parla tanto di -fiducia-. Fiducia negli adulti, nei terapeuti, nei compagni... ma anche in sé stessi, che è la più difficile, secondo me. 

Giordano si grattò la barba, facendo volare una piccola scintilla del fuoco

"A me sembra che la fiducia non si insegni come le formule o le tabelline. Si impara insieme, piano piano, magari combinando qualche pasticcio. Però è da lì che nasce il bello. Forse noi grandi dovremmo imparare dai ragazzi — dal loro modo un po’ caotico, ma vero, di credere ancora nel mondo."

Sophie annuì:

"Sì, e anche del loro diritto di stare male senza sentirsi difettosi."

Le parole scesero leggere. Fuori, il vento si placava. Dentro, Aetheria sembrava trattenere il fiato.

Il Maestro Oda Tao disse piano:

"Chi non sa ascoltare il proprio tremore, non potrà mai capire la quiete."

Prince allungò una zampa e toccò la copertina, come per sigillare l’accordo.


S.I.S.A. tornò a parlare con la sua calma analitica, come per chiudere il cerchio.

"Il valore del libro risiede nella complessità. Non cerca scorciatoie né riduce tutto a una sola causa. Parla di scuola, social, famiglia, genetica, pandemia, società della performance — e mostra come questi elementi si intersechino come dati di un unico sistema. È un testo che insegna a pensare in modo complesso, in un mondo che pretende di spiegare tutto in tre punti e un hashtag. La mente umana ama semplificare, ma la verità, di solito, è una rete."
"È vero"

risposi.

"E in questo è profondamente educativo. Perché invita a rallentare, a pensare, a non avere paura della profondità."

Sophie aggiunse:

"E ci ricorda che la salute mentale non è un lusso per pochi. È una questione culturale, sociale, collettiva. Finché la tratteremo come un problema da nascondere, continueremo a produrre generazioni in ansia."

Il fuoco si era fatto brace. Prince si era spostato sul davanzale, fissando il buio oltre la finestra. Ogni tanto mi sembra che capisca più di tutti noi messi insieme. Non ha bisogno di parole: basta il suo stare.

Ho guardato il gruppo: Sophie, con lo sguardo lucido; Giordano, che disegnava con un bastoncino sul legno; Oda Tao, immobile come un respiro; S.I.S.A., con la luce dei dati che gli passava negli occhi. Ho capito che quella riunione non era per analizzare un libro, ma per ricordarci come ascoltare. Perché in fondo Generazione AnZia fa questo: restituisce all’ascolto il posto che gli spetta. Ogni capitolo, ogni testimonianza, ogni statistica diventa una forma di ascolto diverso: dell’altro, di sé, del mondo.

E chi ascolta davvero, inevitabilmente cambia.



Ho preso il libro tra le mani. La copertina era tiepida, come se avesse trattenuto il calore del fuoco. Prince mi ha guardato, poi è sceso e si è acciambellato vicino alle mie gambe.

" Forse "

ho detto piano

" non c’è nulla di più urgente che insegnare a respirare. Questo libro ci ricorda che ogni respiro condiviso è già un atto educativo. Ogni volta che un ragazzo trova il coraggio di parlare, ogni volta che un adulto sceglie di restare, un frammento di ansia si scioglie nel mondo."

Aetheria taceva. Ma non era silenzio: era ascolto.

Ho spento lentamente il fuoco, lasciando solo un filo di brace. Prince ha sollevato la testa, come per dire che la lezione era finita.

Mi sono alzato.

" Andiamo, amici miei. Domani queste parole saranno su carta. Questo libro parla a genitori, insegnanti, educatori, allenatori, ma anche a chi, giovane o adulto, sente il bisogno di dare un nome al proprio turbamento. È un libro per chi accetta di fermarsi, di ascoltare, di comprendere senza fretta. Non promette soluzioni, ma offre uno spazio in cui respirare insieme, costruendo reti di fiducia e ascolto reciproco. E forse, da qualche parte, un ragazzo troverà in queste pagine il coraggio di sentirsi meno solo. "

Ho chiuso il libro, con rispetto. Le voci di Aetheria si spensero una a una, come luci che salutano la notte. Il fuoco era ormai cenere, e nell’aria restava solo il respiro quieto di Prince. L’incontro era terminato. Aetheria tornava al suo silenzio, custode di tutto ciò che era stato ascoltato.

Con stima e gratitudine.

Cima Bue


Dati editoriali

Titolo: Generazione anZia. Le storie e gli esperti
Autrici: Marianna Bruschi, Emanuela Ambrosino
Prefazione: Raffaele Morelli
Editore: Santelli Editore
Anno di pubblicazione: 2025
Formato: 135 x 207, brossura, 240 pp.
ISBN: 9788892922013

Le autrici

Marianna Bruschi ed Emanuela Ambrosino sono giornaliste e autrici di Sky TG24. Insieme hanno ideato e curato il progetto multimediale Generazione AnZia, nato come podcast per dare voce ai ragazzi che affrontano l’ansia, la depressione e il disagio emotivo. Il libro rappresenta l’evoluzione di quel lavoro, approfondendo le testimonianze e integrando le prospettive di esperti e ricercatori nel campo della salute mentale giovanile.


Nota di trasparenza

Questa recensione nasce dalla lettura di una copia omaggio inviata da Santelli Editore a Mentalità Amplificata. Non si tratta di una collaborazione commerciale: il volume è stato condiviso come strumento di riflessione, e le opinioni espresse restano libere, indipendenti e frutto della nostra esperienza di lettura. Ogni testo pubblicato su questo sito mantiene la stessa etica: nessun compenso, nessun vincolo promozionale, solo il desiderio di trasformare la lettura in occasione di crescita e consapevolezza. Ringraziamo Santelli Editore per la fiducia e per aver reso possibile questo incontro con un’opera che affronta con profondità e coraggio il tema della salute mentale giovanile.

Puoi trovare questo libro nelle librerie, negli store online e sul sito ufficiale di Santelli Editore. Se invece vuoi sostenere il cammino di Mentalità Amplificata, puoi farlo acquistandolo tramite il link affiliato Amazon: non cambia nulla per te, ma ogni piccolo gesto aiuta a mantenere vivo questo spazio di condivisione e consapevolezza. Le recensioni pubblicate su questo sito restano sempre indipendenti, sincere e non influenzate da rapporti economici o editoriali.